Il fantasy va letto nelle scuole?

 

Ammetto che il titolo è parecchio sensazionalistico, ma non me ne preoccupo poiché del resto non è la prima volta che compaiono all’interno di questo blog.
Effettivamente era da un bel po’ di tempo che non facevo un articolo-inchiesta: mi è mancato, spero altrettanto a voi.
Ciò di cui vorrei parlare è un argomento che mi stuzzica da sempre, ma che solo recentemente ho deciso di portare qui sul blog.
Tutto ruota attorno ad una questione, a una domanda ben precisa: la narrativa fantastica ha un certo valore pedagogico? E, se sì, andrebbe letto nelle scuole?
In questo articolo parlerò dell’inserimento della lettura nel sistema scolastico vigente attraverso quelle che sono state le mie esperienze, dei suoi pregi e dei suoi difetti, e attraverso questo excursus proverò a dare una risposta alle domande di sopra, anche con supposti scientifici.scuola articolo 2
LETTURA NELLE SCUOLE. Raramente un lettore inizia a leggere a scuola, di solito l’amore per la lettura nasce grazie ad influenze esterne, ma possiamo dire che ognuno di noi ha avuto le proprie esperienze durante il proprio arco di studente: assegnazioni di libri designati, letture collettive, ci sono diverse modalità nella scuola italiana.
In quest’ottica mi risulta difficile fare un excursus che abbia una portata generica, per cui scriverò solo di ciò che ho vissuto in qualità di alunno.

Ebbene, quando io ero un misero e comune studente delle scuole medie ricordo una materia particolare che era antologia (suppongo ci sia ancora, nonostante sia consapevole del fatto che l’architettura scolastica, nella sua formalità, sia stata riformata tante volte e sia comunque conscio di ignorare i suddetti cambiamenti).
Adoravo antologia, adoravo non solo godere della lettura collettiva di un breve testo, qualunque esso sia, ma ricordo che pure mi piaceva analizzare i racconti letti, commentarli, e così via.
Si studiavano le strutture del romanzo giallo, delle favole, dei racconti d’avventura, e rammento pure che nei libri di testo scelti dall’insegnante c’era un capitolo non indifferente dedicato alla narrativa fantastica, e tutta l’attesa che avevo per poterlo finalmente studiare venne, però delusa inaspettatamente. Venne delusa perché saltammo volontariamente quel capitolo, e quando chiesi all’insegnante il perché di questa scelta, questa mi rispose che il programma scolastico richiedeva lo studio di “argomenti più importanti”.
Ci rimasi male, devo dirlo, ma non fu solo questo episodio a incuriosirmi alla questione (in negativo, s’intende), perché qualche anno più tardi passai a leggere i primi libri su commissione scelti dagli alunni direttamente dalle biblioteche scolastiche o comunali, e anche in quel caso ricordo che la professoressa (diversa dalla precedente) ci fece una sola, chiara raccomandazione: “leggete qualsiasi cosa purché non fantasy”.

Premetto, di anni ne ho 25 e pertanto non è passato chissà quanto tempo da quando frequentavo la scuola e del resto non voglio far passare messaggi illusori per una cosa che ho vissuto io: non mi troverete, ad esempio, a sostenere che “la scuola sottovaluta un genere narrativo come quello fantastico” perché non lo ritengo vero. Semplicemente non so se il fantasy sia letto o meno nelle scuole oggi, non voglio farne un motivo di vittimismo e neanche parlare di discriminazione.
Con questo articolo voglio porre la questione su un piano differente, più inclusivo e alternativo, vale a dire: la narrativa fantastica va letta nelle scuole? O meglio ancora: quanto può aiutare la narrativa fantastica nell’immettere uno studente al bene terapeutico e mentale che è la lettura? Cosa scaturisce nell’animo e nella psiche del lettore con il contatto con la fantasia?

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 Sigmund Freud.

IL POTERE DELLA FANTASIA. Diverso tempo fa scrissi questo articolo, Sogno e Letteratura: fuga verso l’irrazionale.
In questo articolo sostenevo che la psicologia aveva trovato molte similitudini nelle attività cerebrali tra una sessione di lettura e la comune fase onirica: il cervello attiva, sia nel sogno che nella lettura, le stesse aree cerebrali, stimolandole, elaborando immagini, scavando negli archivi dei propri ricordi e formando dei costrutti delineati dal “già visto”.

Ma cosa succede alla nostra mente quando entra in gioco la fantasia? Cosa ci dice la psicologia quando il nostro cervello elabora oltre l’esperienza del reale?
Dal punto di vista accademico, la psicologia studia da sempre la fantasia e ha rivelato che tutti i suoi effetti sono altamente terapeutici.
Ad esempio, secondo gli studi dell’Università dell’Oregon, negli Stati Uniti, il 60% dei bambini tra i tre e gli otto anni ha avuto un amico immaginario e la cosa interessante è che è stato appurato che questa pratica tipica degli infanti non ha ripercussioni negative, come comunemente si pensa, ma anzi aiuta a crescere soprattutto in vista delle relazioni sociali.
Lo stesso Sigmund Freud ha analizzato la fantasia, dandole la definizione di strumento utile a soddisfare desideri e piani che altrimenti, nella “realtà”, non sarebbe possibile appagare.
E non solo: la fantasia, secondo Freud, è esattamente questo, una sorta di “teatro privato” in cui noi siamo esclusivi attori e spettatori allo stesso tempo, dove programmiamo eventi non ancora avvenuti, situazioni non ancora verificate, una sorta di simulazione totale che ci prepara al futuro.

E allora in tutto questo quale può essere l’utilità della narrativa fantastica, soprattutto negli interessi di un bambino o un preadolescente?
L’utilità è assai vasta, in realtà, perché non solo è una lettura non inferiore e come tutte le altre e pertanto allena e arricchisce la mente, ma è pure appurato come il potere della fantasia stimoli e renda elastico il cervello.
La fantasia assieme alla lettura diventa uno strumento tanto forte da evadere da una realtà così poco stimolante e intrattenente, ma allo stesso tempo assai attendibile da risultare come una sorta di “allenamento” per le situazioni più scomode di tutti i giorni.

Migliori-libri-fantasy

CONCLUSIONE. Ho intitolato questo articolo “Il fantasy va letto nelle scuole?” e per quanto come detto possa sembrare una intitolazione troppo “in pompa magna”, ammetto che non avrei potuto trovare di meglio.
La risposta a questa domanda non può che essere assolutamente positiva, e vi voglio congedare con un invito: non smettete di sognare, non smettete di navigare nella fantasia, non permettete a nessuno di dirvi che la narrativa fantastica sia inferiore ad altri tipi di letteratura.
Psicologicamente parlando è ossigeno, sano nutrimento per la vostra mente: perché rinunciarvi?
Un invito anche agli insegnanti: non tappate le ali ai vostri alunni, perché vivono in un’età che affrontano con grossa sensibilità e ai loro occhi un libro fantasy può rappresentare un metodo di evasione salutare e assai efficace.



Corvo.

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