Contrastare il coronavirus con la narrativa

È una situazione difficile, molto difficile, e ognuno di noi se ne sta rendendo conto con le proprie facoltà mentali.
Il contagio del Covid-19 avanza, macinando numeri tra i contagiati, mietendo vittime (si contano anche diversi guariti, fattore da non trascurare) e in un certo senso, perlomeno in maniera distante e indiretta, ha colpito anche noi, con la sua psicosi maledetta.
Non è neanche di dieci giorni fa il Dpcm del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha disposto l’ordinanza della quarantena domiciliare per tutti i cittadini.
Questo articolo nasce quindi così, con l’esigenza di offrire alla “casta” di cui io e tutti coloro che mi seguono facciamo parte, i lettori, un metodo per contrastare la psicosi del coronavirus.
Ovviamente con la narrativa.OBIETTIVO POSITIVITÀ. La domanda che pongo, al principio del fine che voglio dare a questo articolo, è la seguente: quali libri si dovrebbero leggere? Quali sono i più adatti?
Molto tempo fa, quando questo blog era ancora giovane, scrissi un articolo su letteratura e sogno (che potete reperire qui).
Cosa dicevo sommariamente in quello scritto?
Riportavo come il nostro cervello lavori rispettivamente mentre si legge e mentre si sogna, e tali osservazioni, esplicate meglio in diversi e variegati studi scientifici, hanno evidenziato come il leggere e il sognare siano esperienze molto simili.
In questa similitudine si nota quanto le aree cerebrali che si attivano nell’una e nell’altra azione siano le medesime, ottenendo lo stesso processo e lo stesso risultato: la materia cerebrale, sia nel sogno e sia nella lettura, accumula informazioni, le trattiene e ne estrapola dei giudizi in base alla propria esperienza soggettiva (bello/brutto, spaventoso/divertente, noioso/intrattenente).
La differenza sostanziale è una sola: mentre il sogno è un evento indiretto e prescinde dalla nostra volontà cosciente, la lettura è nutrimento mentale ottenuto dalla nostra stessa volontà.
Il sogno accade, la lettura la facciamo avvenire.Ora, tenendo conto di tutto ciò, ribadisco quanto segue: siamo in un periodo storico in cui necessitiamo di positività, noi che siamo chiusi in casa e abbiamo paura necessitiamo di emozioni positive.
In altre parole, dobbiamo sfruttare il fatto della lettura come esperienza mentale indotta per innescare impulsi positivi al nostro cervello, e per perseguire tale obiettivo (e qui rispondo alla domanda riportata prima) non tutti i libri possono essere letti.
Purtroppo questo è il momento in cui bisogna giungere a selezionare i nostri libri e farli combaciare con le nostre esigenze di positività e verosimiglianza.
Servono libri positivi e verosimili.
Positivi, perché le storie dal lieto fine ci devono ispirare, devono essere ossigeno per la nostra mente.
Io ad esempio adoro i racconti di Lovecraft e E.A. Poe, ma mi rendo conto che in questo periodo non sono così attinenti alle esigenze attuali, quindi li metterò da parte per il futuro.
Oltre a positivi devono essere anche verosimili, perché al di là del lieto fine abbiamo necessità pure di tastare storie vere, credibili, verosimili. Ultimamente sto leggendo un libro di un’autrice che, nonostante provi a promulgare il valore positivo prima citato, pecca in verosimiglianza, presenta una protagonista smorfiosetta che pretende e ottiene le cose senza incontrare la minima sfida o resistenza.
Probabilmente le persone a me care sanno già di quale libro e scrittrice parlo (ne scriverò presto qui, tranquilli), ma evitate libri del genere: nessuna aspettativa e psicologie piatte di eventi e personaggi fanno sì che nel lettore si formi sterilità di empatia.ipa_fgr43457 (1)139496873..jpg

ESEMPI. Non voglio limitarmi con le parole: proprio per questo ho stilato una brevissima lista di libri da leggere o rileggere che rispondono alle direttive poc’anzi riportate.
Non peccano né di qualità né di quantità, ecco a voi!

Shannara

Non mi stancherò mai di ripeterlo: leggete Terry Brooks.
Fatelo, e se lo avete già fatto rileggetelo.
Questo per numerosi motivi: psicologia dei personaggi impeccabile, eventi mai scontati, suspense continua.
Lasciate perdere i fan di Tolkien che, oltre a non leggere altro che “Il Signore degli Anelli”, accusano Brooks di plagio: resto dell’opinione che lo statunitense sia un romanziere assai migliore di Tolkien. Fidatevi.
Scrissi diversi articoli approfonditi su Shannara, sia riguardo la prima saga (qui) che la seconda (qui).

Geralt di Riviageralt563948321.jpg

La saga di Andrzej Sapkowski ha tanti motivi per essere letta, ma la forza particolare di questi libri è senz’altro il suo protagonista: pratico e diretto, Geralt ha sempre una soluzione per tutto.
Ho parlato del primo libro dei racconti (“Il Guardiano degli Innocenti”) qui.

American Godsamericangodsmckean04301696695.jpg

Ci ho pensato molto prima di inserire l’ultimo suggerimento, e infine ho optato per American Gods.
È un libro impegnativo, a volte ti dà dei pugni allo stomaco e ha un andamento lento, ma Shadow è il tipico personaggio che pone al centro il lettore: prova a ragionare come lui, ad agire come lui, a essere lui, ossia come una persona comunissima di fronte a problemi più grossi di lui.
Ho approfondito il libro con un articolo che trovate qua!

Voglio salutarvi dicendovi che ogni notte ha la sua alba.
Anche questa, che sembra particolarmente lunga.
State a casa, quindi, e leggete, disperdete la mente, isolatevi.
L’attesa percepita sarà minore, vedrete.

3 risposte a "Contrastare il coronavirus con la narrativa"

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  1. Da più di un mese leggo pochissimo (20, 30 pagine al giorno) perché non riesco a concentrarmi. Quello che stiamo vivendo mi angoscia e distoglie continuamente la mia attenzione da quello che sto leggendo.

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