Urban Fantasy vs Paranormal Romance

Non so se ci crederete, ma volevo parlare di questo argomento fin dal giorno in cui ho aperto questo blog.
Ecco, a sto punto devo giustamente rispondere alla domanda: ma da dove nasce sto articolo?

Vedete, di solito i miei scritti li spammo nei gruppi di Facebook, e generalmente questi gruppi li seguo da ben prima che questo nerd ventitreenne diventasse “Corvo”.
Ed è proprio da questi gruppi che ho capito che, in sostanza, il fantasy in Italia è un genere che, per vari fattori, non è da “salotto accademico” ma più da “fiere per nerd quarantenni mocciosi” (nulla contro, eh).
Ricapitolando, nei gruppi in questione ci sono:

  • gli autori in erba che pubblicizzano le proprie opere con copertine, presentazioni e modalità di elevato squallore (un ringraziamento speciale a voi, è un piacere leggere i vostri spam, specie quando ho profondi cali di autostima);
  • i tizi che, oltre a spammare, fanno comunella parlando dei cazzi loro, fregandosene pertanto altamente delle tematiche del gruppo;
  • coloro che credono di essere autori di urban fantasy.

Ho infatti scritto “credono di essere” per un preciso motivo: l’urban fantasy, sostanzialmente parlando, in Italia non è mai arrivato.

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La saga di Percy Jackson, di Rick Riordan (Urban Fantasy).

IL PUNTO DELLA QUESTIONE. Ovviamente quella che utilizzo io è un’ottica generale e forzata: gli autori urban fantasy italiani ci sono, per carità. Quello che da un punto di vista prettamente “nazionale” viene considerato urban, però, è tale solo per una percentuale che si attesta ad un modesto 20%.
E l’altro 80%?
Dell’altra fetta della torta abbiamo solo accennato: quelli che “credono di essere” autori urban fantasy scrivono tutt’altro, in maniera palese.
Di cosa si sta parlando? Si parla di paranormal romance.

Lo so, a volte i due generi possono sembrare molto simili (sforzandosi…) e anche al sottoscritto, che di narrativa fantastica legge pressoché ogni indirizzo, non interessa più di tanto suddividere i rami del fantasy, ma almeno qui le distinzioni vanno fatte.
Prima di stabilire i motivi precisi del perché esiste la necessità di distinguere i due generi, vorrei tornare al discorso di prima: quelli che si spacciano per scrittori di urban fantasy ma sono autori di paranormal romance soffrono almeno uno di questi due demoni:

  • l’Ignoranza. Non sapere la differenza tra questi due sottogeneri della narrativa fantastica ci può anche stare, a patto che dopo ci si informi.
  • la Furbizia Non-Furba. L’autore che soffre di questo demone probabilmente conosce benissimo la differenza che intercorre tra i due sottogeneri, ma spaccia per urban il proprio romance per dargli un aspetto più “maturo” (tipo una volta ho letto <<Ecco il mio urban fantasy ADULT>>, assurdo) e quindi più commerciabile.

L’obiettivo di oggi non è decretare quale sia il genere migliore tra i due: quella è una logica da bar che non mi appartiene, e mi scuso con chi l’adotta.
Le distinzioni che sto per presentare sono una necessità comune, per tutti noi: un lettore deve sapere cosa compra, cosa legge, quali sono i filoni tematici affrontati da quell’opera ed è un suo diritto non rimanere deluso per i motivi sbagliati.
Proprio per questa motivazione quelle che sto per proporre saranno distinzioni che gioveranno in maniera particolare agli autori diretti interessati, quelli che hanno sbagliato a etichettare il proprio libro volutamente o meno.

Ecco a voi le differenze tra urban fantasy e paranormal romance.

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Il Verbo e il Vuoto, trilogia di Terry Brooks, con due libri della vecchia edizione e uno della nuova edizione, sempre Oscar Mondadori (Urban Fantasy).

L’URBAN FANTASY. Questo ramo della narrativa fantastica indica in maniera sostanziale due elementi, come sottolinea lo stesso nome.

Il primo elemento è il fantastico, ciò che trascende la realtà, ed è un elemento che lo stesso genere in questione rende abbastanza vario: si posso usare figure del panorama culturale folkloristico, mitologico, gotico, ma anche quelle dello steampunk di tema ottocentesco e dieselpunk di tema novecentesco.
Su questo campo, quindi, si può spaziare quanto si vuole.

Il secondo elemento è più fisso e restrittivo: “urban” ovviamente si riferisce alle città, e pertanto le vicende sono ambientate in contesti urbani.
Ma attenzione: il termine “urban” non è associabile in un discorso di materia temporale, quanto invece indica solo ambiti spaziali.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che la storie deve essere ambientata in una città, ma non necessariamente una città del mondo odierno: può andare bene la Roma imperiale, la Londra di epoca vittoriana, la Parigi della Belle Epoque, e così via.

Ultima cosa: l’urban fantasy ha anche ereditato molte cose dal fantasy classico altrimenti detto epic.
Ad esempio la Quest, la missione del bene contro il male, oppure la crescita morale e personale del character principale, tipico schema del Bildungsroman.

Come esempi riporto “American Gods” di Neil Gaiman, la saga di Percy Jackson di Rick Riordan e anche Il Verbo e il Vuoto di Brooks, il quale un giorno dovrà pagare tutta la pubblicità gratuita che gli sto facendo in questo blog (scherzone, zio Terry!).

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Neil Gaiman, autore di American Gods (Urban Fantasy).

LA PARANORMAL ROMANCE. Questo genere ha pochissimo in comune con l’urban fantasy, lo ripeto ancora una volta.
Anche in questo caso sono due gli elementi che caratterizzano questo sottogenere narrativo.

Il primo è la storia d’amore, di provenienza molto più esterna rispetto al panorama della narrativa fantastica (più vicina al romanzo rosa, infatti).
La storia d’amore all’interno del romanzo deve essere immancabile, e se non centrale almeno posta in uno stato abbastanza rilevante.

L’ultima cosa importante è l’elemento fantastico, ma occhio: mentre nell’urban c’è una vasta scelta per ciò che concerne questo punto, lo stesso discorso non vale per la paranormal romance.
Infatti questo sottogenere sembra molto apprezzare alcuni elementi nati dalla letteratura gotica di fine Settecento: precisamente si parla di vampiri, angeli, licantropi e fantasmi.
Ovviamente la paranormal romance non è stato l’unica che ha preso in prestito questi elementi, anzi è bene menzionare il dark fantasy e l’horror.
Un esempio noto di paranormal romance è Twilight.

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Stephenie Meyer, autrice di Twilight (Paranormal Romance).

CONCLUSIONI. Innanzitutto mi scuso: il titolo magari non riassume perfettamente l’articolo, questa volta.
Però mai come questa volta il fine giustifica i mezzi, e credetemi quando ribadisco che siamo arrivati ad un punto dove fare distinzione tra questi due sottogeneri è diventato di urgente importanza e utilità, sia per chi legge e sia per chi scrive.

Prendiamo questo articolo come un Vangelo e andiamo a depurare il mondo del fantastico italiano e delle sue concezioni!

Prima del consueto congedo, mi lascio andare ad una piccola considerazione personale (che non vuole intaccare nulla di quanto scritto sopra): io tra i due preferisco l’urban fantasy!
In particolare perché non mi va a genio l’eccessiva centralizzazione della storia d’amore nelle paranormal romance e non apprezzo nemmeno la degenerazione che ha assorbito l’elemento fantastico gotico nelle opere odierne.

Voi cosa preferite? Fatemelo sapere sotto con un commento!
Noi ci becchiamo come sempre al prossimo articolo!

15 risposte a "Urban Fantasy vs Paranormal Romance"

Add yours

  1. Articolo molto interessante e completo. Mi associo, anche io preferisco l’urban fantasy.
    In effetti spesso leggo recensioni di libri definiti come Urban fantasy che neppure lo sono.
    Per il resto non mi sento di aggiungere nient’altro, anche perché il tuo post è già completo così 😊

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    1. Grazie mille!
      Più che altro ho notato sempre più quanto molti autori sbagliavano definizione nel descrivere il loro romanzo, lamentandosi poi delle recensioni negative :/
      Tant’è che moltissimi preferiscono l’urban…senza neppure conoscerlo effettivamente eheh!

      Grazie ancora per il commento! 😉

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  2. Mettiamola così: non importa quanti e quali specifiche si aggiungano, se è presente il termine “romance”, nel 99,9% dei casi si tratta di “semplici” romance truccati di volta in volta da romanzo storico, orror, fantasy…

    Niente di male in questo, ma almeno chiamiamo le cose con il loro nome, no? 😉

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  3. Finalmente qualcuno che lo dice forte e chiaro! Da scrittore di urban, tra le altre cose, non posso che concordare al 100%. Da parte mia, però, aggiungo che il paranormal non merita rispetto, per il semplice motivo che l’elemento fantastico è un pretesto e non il motore della storia. Certo, potrebbe trattarsi di una storia d’amore fenomenale, con una prosa scorrevole, personaggi profondi eccetera… ma stilisticamente rimarrà “difettato” per la vuota (e vacua) veste fantastica!

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    1. Concordo…detto tra me e te (ed è un discorso che potremmo approfondire in privato).

      L’obiettivo di questo articolo, Palombaro, era quello di ribadire con oggettività le differenze tra i due generi (al di là del mio giudizio personale alla fine), dato che in Italia sono duri di capoccia.

      In privato, davanti ad una bella birra magari, direi però ciò che hai scritto tu: perché è effettivamente un pretesto l’elemento fantastico nella paranormal romance.

      E poi non amo come gli elementi del romanzo gotico settecentesco siano stati deturpati.

      Grazie per il commento, collega!

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  4. Condivido la propensione per l’urban fantasy. Anzi, posso dire che il paranormal romance non lo annovero nemmeno tra le fila dei sottogeneri fantasy, proprio perché il “paranormal” è pressoché irrilevante paragonato al “romance”.
    Per carità, non dico che una buona storia d’amore non possa fare da sfondo a un ottimo fantasy, ma nel caso del paranormal romance difficilmente è così. Inoltre non mi è chiaro come mai, nonostante sia un genere indirizzato a un pubblico femminile, l’eroina ne esca troppo spesso una svenevole debosciata.

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  5. …”fanno comunella parlando dei cazzi loro”, morta.
    Comunque, ti ringrazio in prima persona per questo articolo! Conoscevo la differenza tra i due generi, ma onestamente non sapevo che urban fantasy si può riferire anche a epoche diverse! Mi sento sotto shock :O
    Comunque, io non posso sapere esattamente perché vengano confusi, ma oserei dire che è più a causa “dell’ignoranza”: me lo fa credere l’articolo (di non ricordo quale giornale, forse più di uno) in cui si spiegava e si mostrava che si scrive tanto, ma si legge pochissimo! Non leggendo, mi viene naturale pensare che non sappiano logicamente distinguere i vari generi.
    Comunque dipende: a me piacciono entrambi, l’importante è che siano ben scritti e coinvolgenti!

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    1. Salve, salve a lei!

      Anche secondo me l’errore è dettato da ignoranza, nella maggior parte dei casi…ma i furbetti ci sono, credimi.
      Tu non hai idea di quante volte nei gruppi io abbia letto “eheh ho scritto un Urban Fantasy per ADULTI”.
      Ho passato ore a decifrare i loro messaggi, con la depressione che saliva a pari passo con le macabre scoperte, e la voglia di vivere che vacillava.

      Ma guarda, io ti dico quello che ho scritto sopra al Palombaro: se io e te fossimo davanti ad una bella birra e parlassimo del più e del meno, allora direi che la paranormal romance non mi piace per i motivi che ho scritto alla fine.
      Il punto è: perché ancora in Italia siamo tanto cocciuti da non avere capito le differenze tra sti due sottogeneri?

      Ecco. Questo non me lo spiego.
      E da qui è nato questo articolo. :/

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      1. Che i furbetti esistono non ci sono dubbi! Ed effettivamente avrebbero dei vantaggi nel farlo, a livello di pubblico. Un po’ come “Il trono di ghiaccio”, messo tra i FANTASY quando è chiaramente uno young adult o almeno romance fantasy.
        Lo fa la Mondadori, figuriamoci i “pesci piccoli” :p
        Ascolterei con piacere you know, ma sai anche che risponderei davanti a un bicchiere di succo al mirtillo o, per fare la ribellina, coca cola 😛
        CHE SCHIFO LA BIRRAAAAAAAA.

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  6. Wow, veramente interessante^^
    Ora mi chiedo di che genere sono i miei racconti… fantasy di certo uu

    Tu che genere preferisci?
    PS: ciao, sono Austin
    Post PS: se hai risposto nel testo alla mia domanda sprofondo nell’Ade 😂😂😂

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    1. Grazie mille!

      Io amo il fantasy in tutte le sue salse: epic, dark, urban e così via, ossia quegli “indirizzi” che fanno in modo di toccare più temi possibili.
      Ed è proprio questa la forza del fantasy: essere universale, tematicamente parlando.

      Non amo moltissime le cosiddette “tematiche centrali” perché poi si rischia di oscurare determinati aspetti di un romanzo.
      Per questo non gradisco particolarmente la narrativa che mette al centro ad esempio l’amore, di cui sono portatori ad esempio moltissime tra le paranormal romance.

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      1. Povero Twilight…
        A me non piace un genere in particolare e quindi nemmeno il fantasy in particolare: tipo ho letto molti libri per ragazzi ma tutti tipo Percy Jackson, Starcrossed, Hunger Games, Divergent ecc ecc

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